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Allevare gli endler

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Una casa accogliente

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Avere cura degli endler non è molto complicato, è pochissimo dispendioso e dà infinita soddisfazione a chi gli alleva. Pochi piccoli accorgimenti renderanno felici i nostri ospiti e ci permetteranno di godere delle loro allegre evoluzioni in vasca e della loro variopinta livrea.

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Il difficile viene subito

Per l'allevamento degli endler, così come per molte altre specie di Poecilidi, non sono necessarie conoscenza di particolari tecniche acquariofile ne sono necessarie attrezzature sofisticate e costose.

L'allevamento è molto simile a quello dei guppy, pertanto potranno essere raggiunti degli ottimi risultati adottando i consigli e le molte accortezze descritte per allevare i Poecilia reticulata o altre specie di Poecilidi.

La cosa più complicata quando si decide di incominciare l'allevamento degli endler è quella di reperire qualche esemplare. I negozi d'acquari ne sono sprovvisti, o almeno non mi è mai capitato di trovarli in vendita. L'unica speranza è tentare di trovare qualche appassionato vicino casa propria che vi regali qualche endler. Contattate le associazioni acquariofile della vostra città o della vostra regione, alle quali vi invito calorosamente di iscrivervi, oppure provate a chiedere sul newsgroup it.hobby.acquari. Anche io la prima coppia l'ho ricevuta in regalo.

 

Quale vasca per gli endler

Nessun pesce ha meno pretese di un endler per vivere bene. Non ha necessità di (costose) vasche di grandi dimensioni ne ha bisogno di (costosi) impianti ad osmosi inversa  per addolcire l'acqua distribuita dai rubinetti di casa nostra. Anzi, generalmente, si adatta molto bene all'acqua di rubinetto, o meglio è più corretto dire che le acque dure o medio dure generalmente distribuite in Italia sono adatte all'allevamento degli endler.

Per allevare i "Poecilia wingei" possono andare bene anche vasche molto piccole: in una vaschetta da 10 litri in plastica, con un piccolo filtro ad immersione, ho ospitato per diversi mesi la mia prima coppia di endler che lì si è felicemente riprodotta più volte.

Per un piccolo acquario specifico (dedicato ad una sola specie) potranno andare bene vaschette da 20 o 30 litri nelle quali potrà trovare agevolmente spazio una piccola colonia di 7 - 15 individui di tutte le età insieme ad una nuvoletta di guizzanti avannotti.

Vasche di 40 - 60 litri sono l'ideale per realizzare piccoli acquari di comunità associando agli endler qualche coinquilino tranquillo che occupa zone diverse della colonna d'acqua (qualche Barbus, un branchetto di 3 - 4 Coridoras o un paio di Ancistrus dolichopterus, quest'ultimi nelle vasche più grandi).

Se vogliamo arricchire il numero e le specie di coinquilini, possiamo optare per vasche di 70 - 100 litri. Tuttavia, a mio modo di vedere, acquari di queste dimensioni tendono a non rendere merito alla bellezza della specie che rischia di restare nell'ombra a causa delle dimensioni ridotte degli Endler.

Acquari più grandi sono assolutamente inutili ed, a meno di esigenze particolari, li destinerei all'allevamento di altre specie di pesci ornamentali.

Allestimento della vasca

Le parole d'ordine sono due: "filtraggio ed illuminazione": il filtro biologico garantisce la salubrità dell'acqua in cui nuotano i nostri ospiti; l'illuminazione permetterà il buon attecchimento della vegetazione (non siete certo di quelli che si accontentano di piante di plastica) e la proliferazioni di quelle alghe (non troppe si spera) che integreranno la dieta di adulti e avannotti.

Altri siti in rete spiegano molto bene come allestire un filtro, come proporzionare l'illuminazione o come scegliere le lampade, molto esaustive in proposito solo le F.A.Q. del newsgroup it.hobby.acquari che potere consultare cliccando qui. Lì potrete trovare inoltre utili informazioni e consigli riguardo la pulizia del filtro, l'arredamento, il fondo, la vegetazione ecc.

Mi preme precisare solo un paio di cose riguardo il filtro ed il fondo:

  1. L'efficienza del filtro biologico (ma sarebbe più corretto parlare di reattore biologico) non dipende dalla potenza della pompa ma dalla biomassa batterica adesa al materiale di supporto (cannolicchi, spugne, ecc.), una potenza eccessiva della pompa potrebbe essere controproducente perché tenderebbe a strappare e dilavare il film biologico dal materiale di supporto, che in se è inerte. Mettete sempre la pompa del filtro al minimo (solitamente è più che sufficiente); eviterete inoltre di aspirare gli eventuali avannotti.

  2. In ogni altro allestimento starete bene attenti a realizzare il fondo con sabbia o ghiaino non calcareo, così come eviterete di scegliere sassi carbonatici per arredare l'acquario. Questo non è necessariamente vero in una vaschetta dedicata agli Endler i quali, pur adattandosi ad acque tenere e anche debolmente acide, gradiscono di gran lunga acque dure con pH elevato. La presenza di calcare in vasca aiuta a mantenere stabili queste condizioni.

La qualità dell'acqua

 I "Poecilia wingei", ancor più dei guppy, si adattano alla condizioni più disparate dell'acqua. Tuttavia fornire loro le condizioni più vicine al loro habitat naturale può migliorare il loro stato di salute e favorire la riproduzione.

Il prof. Endler riferisce che sono stati pescati in un laghetto costiero di acqua salmastra con temperatura elevata 27 - 30°C in condizione di evidente eutrofizzazione (quindi con concentrazioni elevate di nutrienti) per la presenza di alghe unicellulari che rendevano torbida l'acqua.

Consiglio acqua alcalina con pH da 7,5 a 8,5

con valori di gH intorno da 10 a 15

e valori kH da 8 a 12.

Valori così dovrebbero potersi trovare nella stragrande maggioranza dei rubinetti italiani, sarà sufficiente fare riposare in una tanica per 24 - 36 ore l'acqua del cambio per permettere al cloro di evaporare.

Ammoniaca e nitriti dovrebbero essere assenti o in tracce (già trovare valori di 0.3 - 0.5 mg/l per i nitriti indica un cattivo funzionamento del filtro, in questi casi è consigliato un immediato cospicuo cambio di acqua ed una successiva verifica del funzionamento della filtrazione)

I nitrati difficilmente potranno essere molto bassi a causa del sovraffollamento che inevitabilmente verrà a crearsi. Moderazione nell'alimentazione, cambi d'acqua regolari ogni settimana (del 10% - 20% a seconda dei valori dei nitrati) e piante a crescita rapida che assimilino i nutrienti presenti nell'acqua potranno aiutare a tenere entro i limiti opportuni i valori dell'acqua.

L'uso di qualche buon test dell'acqua potrà confortarci che tutto procede per il meglio.

Riguardo la temperatura gli endler si adattano alle condizioni più estreme da 18°C  (forse anche meno) a 30°C e più.

Così come per altri Poecilidi, in qualche sito è detto che mantenere costantemente alta la temperatura di allevamento degli endler, se da un lato aumenta il ritmo riproduttivo riducendo il periodo di gestazione, dall'altro tende a fare invecchiare precocemente i nostri ospiti. Non posso ne smentire ne confermare tale affermazione, che riferisco così come ho letto.

Personalmente allevo gli endler in casa (riscaldata) senza riscaldatore in vasca; per tanto le temperature variano da circa 20°C in pieno inverno a 30 - 32°C nelle giornate più calde d'agosto.

L'alimentazione

Gli endler sono onnivori: un’alimentazione varia garantirà uno sviluppo armonico ed sviluppando le innate doti di vivacità della specie.

Il cibo potrà essere somministrato 2-3 volte al giorno (che possono diventare 4-5 se in presenza di avannotti) in dosi moderate. Un’alimentazione frugale manterrà i pesci in buona salute, renderà più salubre l’acqua e stimolerà gli endler ad integrare la dieta nutrendosi delle alghe, che inevitabilmente si svilupperanno nell’acquario, tenendole sotto controllo.

La regola è sempre quella di fornire alimento sufficiente da poter essere consumato completamente in 2-3 minuti. Se tornando dopo questo tempo vi capita di osservare residui di cibo sul fondo o anche frammenti di fiocchi galleggianti è il segnale che le dosi sono eccessive.

La maggior parte dei pasti potrà essere costituita da mangime secco in fiocchi (leggermente sbriciolato tra le dita) o granulato medio piccolo. Suggerisco di avere a portata di mano un paio di scatolette di piccole dimensioni (di marca e composizione diversa - alternando le somministrazioni) in modo da terminarle nel giro di 3-4 mesi. Questa dieta potrà essere arricchita con in paio di somministrazioni settimanali di larve di dafnie o zanzara liofilizzate.

È anche vivamente consigliato somministrare a giorni alterni un pastone vegetale che è possibile realizzare con qualche pezzettino di carota, zucchina, fagiolini, piselli ecc. sbollentati, il tutto frullato o schiacciato a lungo con una forchetta fino a formare una poltiglia senza pezzi o fibre. Una punta di cucchiaino stemperata in qualche goccia d’acqua e fatta affondare nell’acquario sarà graditissima ai nostri ospiti. In qualche rara occasione arricchisco il pastone di proteine amalgamando piccole quantità di pesce bollito.

Per chi abita nei pressi di uno stagno (sempre che non sia contaminato da pesticidi, metalli pesanti, liquami o altre amenità) c’è sempre la possibilità di somministrare di quanto in quanto le larve, graditissime agli endler, dei piccoli organismi acquatici raccolti con un retino a maglia fine, o di dedicarsi all’allevamento in casa dell’artemia salina o delle dafnie. In alternativa al cibo fresco si può ricorrere a quello congelato in vendita in tutti in negozi di acquariofilia. Purtroppo, per salvare il matrimonio, ho dovuto giurare solennemente a mia moglie di astenermi dal mettere larve di qualsiasi invertebrato nel congelatore o allevare crostacei in bagno.

 

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